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Come irrigare senza sprecare acqua

09 Jul 2019

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irrigare senza sprecare acqua


Irrigare senza sprecare acqua è possibile ed è ormai anche un dovere morale. Ogni italiano, in media, consuma ogni giorno 241 litri di acqua: grazie anche alle dispersioni idriche dei nostri acquedotti (arrivano fino al 37%) siamo al primo posto in Europa per il consumo pro-capite. Lo sfruttamento intensivo di una risorsa così preziosa come l’acqua associato ai sempre più frequenti periodi di siccità, è fonte di danni per l’agricoltura e per la qualità del nostro stile di vita. Basti pensare alla riduzione del Lago di Bracciano e alla crisi idrica che ha affrontato Roma nel 2017.

È perciò un dovere di tutti impegnarsi a ridurre gli sprechi d’acqua anche in casa: per esempio usando rubinetti frangigetto ed elettrodomestici a basso consumo idrico, ma anche operando le giuste scelte per l’irrigazione del giardino o delle piante sul terrazzo.

IRRIGARE SENZA SPRECARE ACQUA: INIZIAMO DALLA SCELTA DELLE PIANTE

Il primo modo per risparmiare acqua è di scegliere delle piante adatte al clima nel quale abitiamo.

Se abitiamo in un ambiente caldo e secco meglio puntare sulle tante piante tipiche della macchia mediterranea, che l’evoluzione ha modellato per ridurre al minimo la necessità di acqua. Tra gli arbusti resistenti alla siccità possiamo puntare sul Biancospino, il Callistemom, il Corbezzolo, l’Ibisco di Siria, il Ligustro, l’Oleandro, il Pittosforo o la Santolina.

Le piante perenni da fiore che usiamo per le aiuole o le bordure richiedono molta acqua: se viviamo in un clima arido è meglio puntare su piante mediterranee o aromatiche come la Lavanda, l’Origano o il Rosmarino.

Anche le piante annuali da fiore, coltivate in giardino o in vaso, richiedono molta acqua. Quelle che resistono meglio a brevi periodi di siccità sono la Cineraria, l’Elicriso, la Gazania, la Lantana e la Portulaca.

PASSARE ALLA MICRO IRRIGAZIONE

La soluzione migliore per ridurre i consumi d’acqua in giardino e sul terrazzo è installare un impianto di irrigazione a goccia comandato da una centralina. Il costo di un impianto è modesto e oltre a risparmiare fino al 70% di acqua, crea le condizioni ottimali per lo sviluppo sano delle piante. Irrigare le piante in modo selettivo con un gocciolatore (o un tubo gocciolatore), ci evita di bagnare anche le erbacce che in seguito dovremo togliere: consumare meno acqua significa anche risparmiare tempo e fatica. Dotarsi di un impianto di micro irrigazione con centralina inoltre ci solleverà totalmente dall’impegno di irrigazione il giardino o le piante del terrazzo. Ancora meno tempo e fatica.

L’impianto di irrigazione a goccia può essere accessoriato con un sensore di umidità, che sospende automaticamente il ciclo di irrigazione in caso di pioggia. Un aiuto ulteriore per irrigare senza sprecare acqua.

LA RACCOLTA DELL’ACQUA PIOVANA

La pioggia è un toccasana per le piante, anche per le acidofile (come Ortensie e Azalee) che non gradiscono l’acqua ricca di calcare, come quella del rubinetto.

Il recupero dell’acqua piovana è possibile e oggi esistono soluzioni molto pratiche. Per esempio quelle che prevedono il recupero dell’acqua della grondaia, che viene convogliata in un serbatoio, dopo essere stata opportunamente filtrata. Il serbatoio è esterno e ha un rubinetto al quale è possibile collegare l’impianto d’irrigazione.

Ci sono anche soluzioni più “importanti”, che prevedono un grande serbatoio interrato nel giardino e una pompa per il pompaggio dell’acqua in superficie.

IRRIGHIAMO NEL MOMENTO GIUSTO

Il momento migliore per l’irrigazione è la sera o il mattino presto, soprattutto d’estate, quando il sole del mezzogiorno asciuga la terra e la rende meno porosa il pomeriggio. Al mattino presto la terra non è bollente e assorbe meglio l’acqua e le radici non rischiano uno stress termico dovuto al contatto con l’acqua fredda.

Questo vale soprattutto per l’irrigazione dell’erba dei prati, che richiede una maggior quantità d’acqua ma con una frequenza ridotta nel tempo, per far fortificare le radici delle piantine e aiutarle così ad affrontare periodi secchi o molto freddi.

LA PACCIAMATURA

L’antica tecnica della pacciamatura ci viene in aiuto anche per ridurre le esigenze idriche delle nostre piante, oltre a preservarle dalla crescita di erbe infestanti antagoniste.

Mettere uno strato di foglie, corteccia o altro materiale inerte ai piedi degli arbusti permetterà infatti di ridurre il fenomeno dell’evaporazione e aumenterà il tasso di umidità del terreno. Così avrà bisogno di meno acqua.

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