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Come e perché prevenire la Clorosi Ferrica sulle piante ornamentali e da frutto

09 Apr 2019

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Prevenire la Clorosi Ferrica è importante per evitare che le piante deperiscano. Il Ferro (Fe) nelle piante svolge un ruolo insostituibile. Entra come costitutivo in molti enzimi che regolano funzioni vitali, come la respirazione, la fotosintesi e l’assorbimento di nitrati e solfati. Se manca il Ferro non si forma la clorofilla.

Il sintomo più evidente della sua mancanza è la Clorosi delle foglie, cioè l’ingiallimento internervale, di sovente accompagnata o seguita da minor crescita e scarse fioritura e fruttificazione.

Il Ferro è un elemento molto diffuso nella crosta terrestre e, salvo poche eccezioni, viene assorbito dalle radici delle piante. Tuttavia la sua reale disponibilità, a causa della sua chimica sfavorevole, è spesso ridotta e problematica.

PREVENIRE LA CLOROSI FERRICA CON UN CONCIME SPECIFICO

In teoria, per risolvere il problema, sarebbe sufficiente modificare la reazione del suolo, acidificandolo; questa pratica è però economicamente non conveniente per l’elevato costo. Di conseguenza gli interventi attuabili sono rappresentati dall’uso di concimi contenenti ferro in forma chelata.

In questi prodotti l’elemento nutritivo è “chimicamente protetto” dalla aggressione del terreno e può essere facilmente assorbito dalle radici delle piante, ma anche dai tessuti dei giovani rami e dalle foglie. Per questo motivo, durante la stagione di crescita è possibile applicarli anche irrorati sulla pianta.

NON TUTTI I CHELATI SONO UGUALI

Numerose sono le molecole in grado di chelare il ferro. L’EDDHA presente in RèFer è straordinariamente efficiente, essendo in grado di proteggere il ferro anche nei suoli più difficili. Lo protegge anche dalla luce, rendendolo somministrabile anche per via fogliare.

QUANDO E COME SOMMINISTRARE IL FERRO

Per evitare che la pianta vada in crisi già a inizio stagione, la prima somministrazione va effettuata dopo il risveglio vegetativo e, a seconda delle esigenze della pianta, va ripetuta più volte nel corso della stagione. Il numero degli interventi utili è suggerito dalla pianta stessa che mostra rapidamente i germogli ingialliti quando il ferro a sua disposizione tende a calare.

Il Ferro chelato si somministra preferibilmente sciolto in acqua distribuendo la soluzione alla base della pianta vicino alle radici. Nei limiti del possibile è consigliabile smuovere preventivamente il terreno per favorire la miglior percolazione della soluzione. In alternativa è possibile l’applicazione per irrorazione alle foglie con effetti più rapidi ma meno duraturi nel tempo.

LE PIANTE PIU’ SENSIBILI

Tutte le piante necessitano di ferro, ma alcune sono più esigenti di altre. Tra le piante ornamentali più soggette alla clorosi ferrica troviamo: Ortensia, Azalea, Camelia, Rosa, Rododendro, Magnolia da fiore, Photinia, Abelia, alcuni Aceri e, in casi particolari, anche il tappeto erboso.

Tra quelle da frutto: Pero, Pesco, Albicocco, Kiwi, Agrumi. Tra gli ortaggi: Melone, Pomodoro, Insalate, Cavoli e Zucchine.

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