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Come curare le Orchidee nel corso delle stagioni: attenzione a luce, acqua, temperature e concimi

01 Mar 2019

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curare le Orchidee


Curare le Orchidee e soprattutto farle rifiorire viene spesso giudicato un compito difficile: in realtà è sufficiente seguire poche semplici regole e soprattutto trovare il luogo più adatto alla loro coltivazione.

Le Orchidee sono piante tropicali molto amate per la loro bellezza e adattabilità a crescere negli interni delle abitazioni. I fiori che in alcune specie ricordano le ali di una farfalla, possono essere bianchi, rosa, fucsia, giallo-arancio, variamente maculati o striati. Spesso usiamo il termine Orchidee in modo generico, ma in realtà esistono migliaia di ibridi e specie differenti come la Phalaenopsis, il Cymbidium, il Dendobrium, la Cattleya o l’Oncidium. La Phalaenopsis è sicuramente l’Orchidea più diffusa nelle case degli italiani.

Una delle caratteristiche più piacevoli delle Orchidee è la lunga durata della fioritura, che in alcune specie, come il Cimbidium, può durare anche due mesi.

 

CURARE LE ORCHIDEE: LA TEMPERATURA IDEALE

La temperatura ottimale per le Orchidee varia da specie a specie. Quelle che coltiviamo in appartamento, essendo in genere di origine tropicale, necessitano di caldo.

Nella tabella qui sotto pubblichiamo le temperature massime e minime delle principali specie.

curare le Orchidee

La temperatura è molto importante anche per stimolare la rifioritura della pianta. In natura la Phalaenopsis fiorisce quando le minime notturne scendono e c’è uno sbalzo termico rispetto alle massime diurne. In particolare da una temperatura notturna di circa 15°C e diurna di 25°C.

Per questa ragione, con l’arrivo della primavera, in particolare quando abbiamo 15°C di minima, possiamo stimolare la fioritura lasciando la pianta all’esterno durante la notte, per poi riportarla in casa vicino alla finestra durante il giorno. Dopo una o due settimane di temperature notturne più basse, la Phalaenopsis in genere fiorisce.

LA LUCE

Ama la luce ma non i raggi di sole diretti, che potrebbero bruciare foglie e fiori. Il luogo migliore è sul davanzale di una finestra esposta a nord, o protetta da una tenda leggera che lasci passare la luce.

Questa regola non vale per tutte le Orchidee: alcune specie, come la Cattleya, l’Oncidium e il Cymbidium, che hanno bisogno di molta luce solare per crescere bene.

Poiché, come vedremo, le Orchidee amano gli ambienti umidi, possiamo coltivarla anche in bagno, a patto che sia molto luminoso.

L’UMIDITA’

È molto importante poiché queste piante sono di origine tropicale e crescono in ambienti molto umidi. In natura le Orchidee assumono l’acqua attraverso l’umidità ambientale. Per questa ragione è molto importante vaporizzare le foglie e il terriccio durante tutto l’anno. Per migliorare l’umidità ambientale possiamo usare un Idratante per Orchidee.

L’ACQUA

È un fattore molto importante e spesso i problemi di coltivazione sono legati a irrigazioni ridotte o eccessive.

È importante evitare che il terriccio si secchi. Se le radici tendono al color argento significa che la pianta ha bisogno d’acqua: le radici dovrebbero essere verdi.

Sarebbe meglio usare acqua piovana o distillata: l’Orchidea non ama il cloro e il calcare.

Il ciclo di irrigazione potrebbe essere il seguente:

  • PRIMAVERA 1-2 volte alla settimana
  • ESTATE 2-3 volte alla settimana
  • AUTUNNO 1-2 volte alla settimana
  • INVERNO ogni 7-10 giorni o all’occorrenza

In realtà il miglior consiglio è di imparare a guardare la nostra Orchidea: quando il substrato è secco dobbiamo irrigare. Se il substrato è ancora umido non ha bisogno di altra acqua.

Durante tutte le stagioni è invece importante vaporizzare le foglie e le radici.

IL SUBSTRATO

Le Orchidee necessitano di un ambiente ben drenato e non tollerano i ristagni d’acqua, che provocano marciumi radicali. Essendo piante epifite non hanno bisogno di un terriccio normale, ma di una miscela di torba e di corteccia. L’uso di un terriccio specifico per Orchidee è senza dubbio consigliabile, poiché contiamo su un mix già collaudato e composto da materie di qualità.

L’Orchidea non si rinvasa, ma il substrato va sostituito in genere ogni 2 anni.

Per migliorare il drenaggio e tenere lontane le radici dai ristagni d’acqua, è consigliabile stendere uno strato di argilla espansa o lapillo sul fondo del vaso.

LA CONCIMAZIONE

Il terriccio non è in grado di apportare alla pianta tutto il nutrimento di cui ha bisogno. Specialmente durante le fasi vegetative e di fioritura è importante aiutare la pianta con un fertilizzante liquido specifico per Orchidee da aggiungere all’acqua di irrigazione. Oppure possiamo ricorrere a un integratore per Orchidee: si tratta di un piccolo flacone da inserire capovolto nel substrato. Rilascia gradualmente le sostanze nutritive e fornisce i nutrienti in modo bilanciato per 15 giorni.

curare le Orchidee

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