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Come coltivare Uva Fragola e selvatica

24 Jul 2020

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coltivare Uva Fragola


Coltivare Uva Fragola è un’ottima soluzione per coprire un pergolato o un gazebo. La Vite (Vitis), della famiglia delle Vitaceae, è un genere di piante che comprende diverse specie, di cui la più diffusa in Europa è la Vitis vinifera, chiamata comunemente Vite europea e utilizzata per produrre il vino.

L’antica specie di Vite, coltivata fin dagli albori della storia ma soprattutto da Etruschi, Greci e Romani, che si presume fosse di natura selvatica, non esiste praticamente più perché distrutta da due avversità particolarmente gravi, ambedue provenienti dall’America del nord. Per mezzo della navigazione a vapore e della conseguente maggior facilità dei trasporti, giunsero infatti in Europa dal secolo XIX la Fillossera (nel 1868) e la Peronospora (nel 1878). La Fillossera è un insetto che attacca l’apparato radicale della Vite europea causando la distruzione della pianta. La Peronospora è invece una malattia fungina che provoca gravi danni all’apparato fogliare, ai giovani germogli, ai grappoli nella fase iniziale dello sviluppo, con conseguente perdita delle foglie, dei giovani rami, degli acini fin dalle prime fasi del loro sviluppo.

L’Uva Fragola (Vitis labrusca, che significa selvatica) dà luogo a vini di scarsa qualità e dal 1931 è vietato produrre vino con Uva Fragola (il cosiddetto Fragolino). Possiamo produrre vino solo con Vitis vinifera: è però permessa la coltivazione della Vitis labrusca per la produzione di uva fragola e la produzione di piccole quantità di vino per uso privato e non commerciale. Va inoltre detto che questo tipo di Uva, in fase di fermentazione, produce una quantità ritenuta troppo elevata di Metanolo: quindi il suo vino, se assunto in grosse quantità, è dannoso per la salute.

COLTIVARE UVA FRAGOLA: CARATTERISTICHE E AMBIENTE CLIMATICO

Come tutte le Viti, l’Uva fragola è una pianta rustica, resistente alla siccità. Si adatta a praticamente tutti i tipi di terreno, predilige le esposizioni soleggiate, è a portamento rampicante cirrifero (cioè dotata è di organi prensili che si avviluppano a sostegni esterni, indispensabili per far crescere la pianta in maniera ordinata o per abbellire pergole). I rami che partono dal fusto sono chiamati tralci.

La Vite fiorisce in maggio, è autoimpollinante e i fiori sono costituiti da un’infiorescenza da cui si svilupperà il frutto: il grappolo d’uva, costituito da tante bacche dette acini che maturano in tarda estate o nel primo autunno a seconda della varietà. Il colore degli acini, in base alla cultivar, spazia dal giallo al verde chiaro al blu scurissimo.

MESSA A DIMORA, IRRIGAZIONE E CONCIMAZIONI DI FONDO E MANTENIMENTO

La propagazione della pianta per seme è sconsigliata, mentre si ottengono buoni risultati mediante la piantumazione di talee; operazione da fare se possibile in autunno o al più tardi a fine inverno.

Ancora più facile è l’acquisto di piante in vaso che si possono trapiantare nel terreno in qualsiasi momento dell’anno, anche se l’autunno è sempre da preferire.

Per la messa a dimora delle talee o della pianta in vaso si procede scavando una buca di dimensioni adeguate. Contemporaneamente si esegue la concimazione organica di fondo, interrando generose quantità di ammendante per concimazione di fondo e/o di concime organico come lo Stallatico umificato pellettato, pari a circa 200-300 grammi per mq.

Durante il primo anno di impianto, all’innalzarsi delle temperature, le piantine vanno irrigate ma senza esagerare nel quantitativo d’acqua. In ogni caso somministrare un concime a lento rilascio con lo scopo di stimolare l’affrancamento delle radici e la creazione di tralci vigorosi.

Dal secondo anno in poi, per favorire una precoce entrata in produzione e successivamente per mantenerla costante, è bene concimare con un concime naturale per piante da frutto (50-100 grammi per pianta) o con un fertilizzante naturale pellettato (60 grammi per pianta) a fine inverno.

Una volta che la pianta è ben attecchita (dal terzo anno in poi) si possono ridurre le irrigazioni sino a eliminarle completamente. Infatti la pianta adulta resiste bene anche a prolungati periodi di siccità. Se viene coltivata in vaso è invece necessario irrigare ogni qualvolta il substrato risulta asciutto.

L’Uva fragola è una pianta abbastanza rustica e non richiede particolari cure colturali, ma necessita di essere mantenuta pulita dalle erbe infestanti che si sviluppano eventualmente intorno ad essa e che assorbirebbero elementi nutritivi ed acqua.

Questa operazione si può fare sia manualmente oppure aiutandosi con un erbicida non residuale dopo l’apparizione delle prime malerbe, che consente di trattare solo ed esclusivamente l’erbaccia che si intende eliminare, anche qualora l’area da trattare sia piccola o difficilmente raggiungibile con altri irroratori, avendo cura di non irrorare la pianta di Uva fragola.

Un’altra importante operazione da eseguire è la costruzione di sostegni per aiutare la pianta nella sua crescita essendo essa una rampicante non in grado di mantenere una posizione eretta. In genere si fissano al terreno verticalmente un paio di pali, in cemento o in legno, sui quali vengono fissati, a diverse altezze, almeno tre fili in maniera che i tralci possano svilupparsi orizzontalmente. Altra soluzione è quella di sfruttare un pergolato consentendo alla Vite di adornare tutta la struttura.

In entrambi i casi è bene di tanto in tanto provvedere a legare ai sostegni il fusto e i tralci per mezzo di uno spago preferibilmente in gomma.

COLTIVARE UVA FRAGOLA: LA POTATURA

Sia la potatura di formazione sia quella di produzione/mantenimento vanno effettuate ad autunno inoltrato, dopo ovviamente aver raccolto i grappoli d’uva e dopo che la pianta ha perso le foglie. L’operazione deve essere ultimata entro la fine dell’inverno.

La potatura di formazione. Appena piantate, le talee si cimano a 20 cm da terra. A seguire viene allevato un giovane ramo, favorendone l’accrescimento con l’eliminazione di eventuali concorrenti.

Il ramo viene fissato verticalmente a un tutore o sostegno in quanto, come abbiamo visto, la Vite è una pianta che non è in grado di mantenere una posizione eretta.

Man mano che il tralcio cresce è necessario che venga fissato al tutore con diverse legature e successivamente, all’altezza desiderata, deve essere sdraiato orizzontalmente sempre mediante legatura a fili di sostegno. Una volta che il tralcio ha occupato totalmente il sostegno orizzontale, in autunno dopo la caduta delle foglie, lo si può accorciare tagliandolo in corrispondenza della fine del sostegno.

La potatura di mantenimento/produzione. Bisogna tenere presente che la Vite produce sul tralcio nuovo dell’anno, che ha origine dalle gemme del ramo dell’anno precedente.

Ciò significa che vanno effettuati tre tagli:

  • il taglio del passato, che ha lo scopo di eliminare il ramo che ha già prodotto;
  • il taglio del presente che ha lo scopo di mantenere il ramo produttivo e consiste nel cimare il ramo che si elegge a produttivo per la primavera imminente (a seconda della forma di allevamento scelta varia il numero di gemme da conservare);
  • il taglio del futuro che ha lo scopo di stimolare la pianta a produrre rami per l’anno successivo e consiste nell’eliminare i tralci in eccedenza (escluso quello che si è scelto come produttivo), lasciando solamente una porzione di un ramo emesso nell’anno attuale, dalla cui porzione, la pianta emetterà altri tralci l’annata successiva. Da questi tralci che verranno emessi, ne verrà scelto uno come produttivo e ne verrà porzionato un altro.

Diverso è il metodo se lo scopo è quello voler inverdire una pergola ombreggiante: in questo caso si tagliano solamente i rami che si accavallano o che escono dalla proiezione del pergolato.

Una volta che la pianta è cresciuta e il fusto è diventato legnoso, i tagli di potatura vanno sempre protetti dalle infezioni spalmandoli con Balsamo Cicatrizzante.

LA RACCOLTA

In autunno (ottobre) quando i grappoli sono ben colorati e gli acini sono diventati dolci è il momento di raccoglierli. È consigliabile staccare i grappoli dalla pianta avvalendosi di forbici per evitare di danneggiare i rami e il frutto.

I grappoli ricchi di zuccheri, vitamine e sali minerali, potranno poi essere consumati freschi o usati per fare ricette tipiche come per esempio i sugoli d’uva.

COLTIVARE UVA FRAGOLA: LE AVVERSITÀ

L’Uva fragola è resistente a praticamente tutte le malattie fungine e per questo è classificabile tra le piante rustiche, ma è bene controllare e se necessario intervenire nei confronti di alcuni parassiti:

IMPORTANTE: tutte le somministrazioni devono sempre rispettare le colture, le dosi, le modalità e i tempi di carenza riportati sulla etichetta dei prodotti fitosanitari.

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