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Come coltivare la Okra Gombo

06 Oct 2020

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coltivare la Okra Gombo


Se vogliamo provare un ortaggio differente e davvero originale, possiamo provare a coltivare la Okra Gombo.

La Okra (Abelmoschus esculentus) è un ortaggio tropicale molto diffuso in sud America, ma lo troviamo anche nelle ricette della cucina indiana, dell’est europeo e dell’Asia minore. È una pianta di origine africana e viene chiamata anche Gombo, per assonanza con il suo nome nelle lingue locali. Oggi viene coltivata anche in Europa e in particolare in Italia.

L’Okra è come il maiale: non si butta via niente: il frutto può essere utilizzato in cucina, con i fusti si ottiene una fibra tessile (la fibra di gombo) mentre i fiori sono davvero spettacolari. La Okra è un parente della Malva e dell’Ibisco, quindi anche i suoi fiori sono molto scenografici: con petali color giallo brillante con centro sui toni del rosso.

I suoi frutti sono simili ai peperoncini verdi e in cucina vengono utilizzati sia crudi all’interno di insalate in miste, ma soprattutto in padella o al vapore insieme ad altre verdure. In molto paesi è un ingrediente tipico del cous cous e viene anche conservato sottaceto. Ha un sapore simile agli asparagi e ai carciofi ed è molto ricco di vitamine (C, K e del gruppo B) e proprietà nutritive.

COLTIVARE LA OKRA GOMBO: ATTENZIONE AI RISTAGNI

La Okra si adatta perfettamente al clima italiano ed è facile coltivarla nei nostri orti. Si sviluppa molto velocemente e ha un fusto robusto e coperto di una peluria lievemente urticante.

Possiamo seminare l’Okra Gombo sia in un grande vaso sia direttamente nell’orto. Scegliamo una posizione molto assolata e procediamo con la semina quando le temperature primaverili saranno salite, per esempio in aprile: è una pianta tropicale e ha bisogno di caldo per germogliare. Possiamo anticipare i tempi con un semenzaio in una serra protetta: in questo caso possiamo seminare già a febbraio per poi trapiantare le piantine in aprile. Cresce molto, quindi è bene mantenere 70 cm tra una pianta e l’altra.

La pianta è poco esigente ma preferisce un terreno soffice, ben lavorato e a cui avremo aggiunto un concime naturale come lo stallatico pellettato. Per la coltivazione in vaso possiamo utilizzare un terriccio bio specifico per ortaggi.

In caso di coltivazione in vaso, possiamo sostenere la fioritura e la fruttificazione aiutando la pianta con un fertilizzante liquido biologico per ortaggi, da diluire ogni 15 giorni nell’acqua per l’irrigazione da aprile a settembre.

Non esagerate con l’irrigazione, poiché la pianta teme i ristagni idrici. Cerchiamo di mantenere il terriccio sempre inumidito e mai zuppo d’acqua stagnante. Se coltiviamo l’Okra in vaso abbiamo l’accortezza di svuotare il sottovaso in caso di acqua in eccesso.

I frutti si sviluppano dopo la fioritura, dopo circa 80/90 giorni dalla semina, e si raccolgono quando il baccello è ancora morbido e tenero perché se rimane troppo sulla pianta diventa coriaceo e immangiabile.

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