La concimazione del prato in autunno è un’operazione molto importante per assicurare al tappeto erboso un corretto sviluppo nella prossima primavera. In prato infatti è un elemento decorativo sempre vivo, che richiede molte attenzioni in tutti i diversi periodi dell’anno.

D’estate molto probabilmente i raggi intensi del sole hanno seccato parte dell’erba, creando delle chiazze gialle nel manto del prato e il peso dei passi che hanno calpestato la superficie hanno messo a dura prova il verde. Senza dimenticare le malattie fungine che potrebbero aver indebolito ulteriormente le foglie.

L’autunno è la stagione nella quale, una volta che il clima diventa più fresco, è possibile provvedere alla manutenzione del prato, provvedendo a una risemina e alla concimazione.

LA CONCIMAZIONE DEL PRATO IN AUTUNNO: LE OPERAZIONI PRELIMINARI

Prima di procedere alla concimazione, dobbiamo togliere i materiali infeltriti dal prato, utilizzando un arieggiatore: può essere manuale (simile a un rastrello ma con rebbi molto più affilati), carrellato (è montato su ruote ed è sufficiente spingerlo) oppure a motorizzato (come un rasaerba). La scelta dipende ovviamente dall’ampiezza del prato.

L’arieggiatore ci aiuterà a rimuovere il feltro, cioè l’insieme di foglie, rametti ed erba secca che si accumula nei mesi precedenti sul terreno con il rischio di soffocare le foglioline.

Un altro ostacolo alla vita dell’erba che è possibile combattere in questo modo è il muschio, che in periodi di grande umidità può sostituirsi alle graminacee del prato rubando loro spazio, acqua e nutrienti.

Nel caso di macchie o buchi senza erba, possiamo stendere un leggero strato di terriccio specifico per la semina del prato e spargere dei nuovi semi, che spunteranno nella primavera successiva. Le varietà di piante che compongono il manto erboso conosciute sono più di quaranta, quasi tutte graminacee, e spesso vengono vendute in miscele adatte all’uso: per prati ornamentali, per giardini sui quali si può correre e giocare e varietà più indicate per i prati all’inglese.

PERCHE’ CONCIMIAMO IL PRATO?

Possiamo individuare 4 motivi principali. Anzitutto per l’estetica: un prato bello da lontano, visto da vicino può mostrare chiazze secche ed altre imperfezioni. La concimazione lo rafforza e lo rendo più bello, anche a un controllo ravvicinato.

Poi migliora la resistenza del prato: tagli frequenti o molto bassi, inibendo la fotosintesi clorofilliana, limitano la capacità della pianta di fornire elementi nutritivi alle radici.

Inoltre la concima migliora le prestazioni del tappeto erboso. Oltre ad apparire folto e di bell’aspetto, il prato deve anche essere resistente al calpestio, all’usura, alle carenze d’acqua e agli sbalzi di temperatura.

Infine fa risparmiare acqua: un tappeto erboso ben nutrito, si trasforma in un’area inerbita densa e ben radicata. La sua struttura aiuta a trattenere l’acqua attorno alla base delle piantine, permettendo al terreno di assorbirne di più.

QUALE CONCIME?

Dopo aver arieggiato e ripulito il tappeto erboso, possiamo procedere con la concimazione. Vi consigliamo di utilizzare dei concimi a cessione controllata perché riescono a garantire una crescita armoniosa e rispettosa dell’ambiente. I concimi tradizionali, infatti, rilasciano gli elementi nutritivi troppo rapidamente e secondo schemi non prevedibili rispetto alle esigenze del prato. Ciò causa picchi di crescita seguiti da periodi di carenza nutrizionale.

I concimi a cessione controllata, invece, rilasciano i nutrienti in modo costante e graduale nel tempo. Questo conferisce un aspetto vigoroso al prato che, sviluppando radici più profonde, diventa anche più resistente a usura e calpestio. Inoltre il rischio di perdite di nutrienti per dilavamento si riduce drasticamente: tutta a vantaggio dell’ambiente.

In settembre e in ottobre è consigliabile utilizzare un concime per prati antistress, con un elevato titolo di Potassio (K) per aumentare la resistenza alla siccità e ai rigori invernali.

A questo concime possiamo abbinare altri fertilizzanti in funzione dello stato di salute del prato: se abbiamo appena seminato, se è ricco di infestanti oppure se è sbiadito. Possiamo quindi usare un concime adatto per la semina, che ha un alto contenuto di Fosforo (P) per stimolare una rapida radicazione, oppure un concime con capacità diserbanti, capace di unire ai nutrimenti anche un’azione di lotta contro le infestanti a foglia larga, oppure un concime rinverdente, con un alto contenuto di Ferro (Fe) che intensifica velocemente la colorazione e contrasta la formazione del muschio.

UN PREZIOSO ALLEATO: LO SPANDICONCIME

L’applicazione omogenea del concime sulla superficie consente a ogni pianta di ricevere la giusta quantità di nutrimento e di crescere al meglio. Utilizzando uno spandiconcime il lavoro risulterà più preciso, veloce, pulito e maggiormente rispettoso dell’ambiente.

Con l’applicazione manuale, infatti, la probabilità di creare accumuli o spazi vuoti di prodotto ci pone a rischio di antiestetici picchi di crescita, bruciature e striature gialle che richiederanno settimane per essere riparate.

I concimi a cessione programmata, formati da granuli omogenei ed esenti da polveri, risultano particolarmente adatti per essere applicati con uno spandiconcime.

Lo spandiconcime va spinto e non tirato, proseguendo con un passo costante e moderato. Il segreto per una corretta applicazione è di mantenere un passo di avanzamento costante. Quando acceleriamo o rallentiamo l’andatura distribuiremo in proporzione minori o maggiori quantitativi di prodotto.

Su aree di forma regolare si inizia spargendo due strisce di concime in due opposte estremità del lotto. Si prosegue avanti e indietro sino alla completa copertura della superfice utilizzando le strisce inizialmente applicate come aree in cui invertire il senso di marcia.

Per le aree di forma irregolare si consiglia di creare una striscia continua a bordo area e proseguire con strisce parallele sino a completamento del lotto. La striscia perimetrale servirà come al solito per la inversione di marcia.

In entrambi i casi, al raggiungimento delle strisce perimetrali va chiusa la tramoggia per riaprirla subito dopo la ripartenza. È importante mantenere lo spandiconcime chiuso quando ci si gira, quando si fa retromarcia e mentre si raggiunge l’area di lavoro.

Il raggio di azione dello spandiconcime è caratteristico di ogni apparecchio e determina il numero delle passate necessarie a completare il lavoro. La regola per non creare striature gialle o troppo verdi è di sovrapporre le passate tra loro al massimo di 10-15 cm.