Possiamo coltivare il Giuggiolo se vogliamo avere una pianta di elevato effetto ornamentale, con bassa manutenzione e un limitato consumo idrico. Il Giuggiolo (Zizyphus sativa o jujuba) appartiene alla famiglia delle Ramnacee ed è una pianta originaria della Cina dove tutt'ora la coltivazione è molto diffusa.

Arrivò in Europa grazie ai Romani, in seguito alla conquista dell'attuale Medio Oriente. Caduta nell'oblio alla fine dell'Impero Romano d'Occidente, venne poi riscoperta dai Veneziani e nuovamente diffusa grazie ai traffici con l'Oriente, facendo di Arquà Petrarca una vera capitale del Giuggiolo, con prodotti tipici locali (brodo di giuggiole, sciroppo, giuggiole essiccate, ecc.) che attirano un vero e proprio flusso turistico.

COLTIVARE IL GIUGGIOLO: CARATTERISTICHE E AMBIENTE CLIMATICO

È un albero caducifoglie di modeste dimensioni (5-6 m) a crescita lenta (intorno ai 20 anni ha il massimo sviluppo), ha rami nodosi contorti e spinosi.

Le foglie sono piccole (3-4 cm), coriacee, lucide.

I fiori non sono appariscenti (5 mm) ma molto graditi dalle api e da altri insetti impollinatori, di colore verde chiaro, che si sviluppano sui rami dell'anno, fioriscono in giugno, quando ormai non c'è più il pericolo delle gelate primaverili quindi il raccolto è sempre più o meno costante.

Il frutto è una drupa di forma e dimensione simile a un'oliva, per quanto riguarda il Giuggiolo comune, mentre esistono varietà meno diffuse, a frutto più grosso, Giuggiolo-mela e Giuggiolo-pera, meno spinose, ma poco apprezzate per lo scarso sapore della polpa. Inizialmente di colore verde, quando matura vira al colore rosso/marrone, la maturazione avviene in autunno (settembre-ottobre) la polpa è dolce, di colore biancastro, la buccia è croccante, il picciolo è corto.

Il nocciolo è simile a quello dell'oliva: appuntito, legnoso e in genere contiene due semi.

Grazie a un apparato radicale molto potente e in grado di scendere in profondità, il Giuggiolo è una pianta rustica che non teme la siccità, e vegeta bene anche nei terreni poveri.

Predilige le esposizioni soleggiate, teme l'ombreggiamento e i ristagni d'acqua.

Il Giuggiolo si moltiplica per mezzo dei polloni radicali, con questo metodo si ottengono piante perfettamente identiche alla pianta madre. È sconsigliata invece la moltiplicazione mediante seme in quanto è di difficile germinazione.

L'operazione di trapianto dei polloni radicali è da eseguire preferibilmente in autunno inoltrato (novembre-dicembre) mentre per le piante acquistate in vaso nei garden o nei vivai l'operazione di trapianto si può eseguire in qualsiasi momento dell'anno.

MESSA A DIMORA, IRRIGAZIONE E CONCIMAZIONI DI FONDO E DI MANTENIMENTO

Si procede scavando una buca di dimensioni sufficienti a ospitare l'apparato radicale, e contemporaneamente si estirpa il pollone radicale per mezzo di una vanga, facendo attenzione a salvaguardare il più possibile l’integrità della parte ipogea interrandola immediatamente. A conclusione dell’operazione si cima a 20 cm da terra per favorire l'attecchimento e si posiziona un tutore a sostegno della giovane pianta.

Durante la preparazione della buca si esegue la concimazione organica di fondo, interrando generose quantità di concime organico, come un ammendante o uno stallatico umificato pellettato, in un rapporto di 200-300 grammi ogni mq.

Durante il primo anno d’impianto, all'innalzarsi delle temperature, le piantine vanno irrigate ma senza esagerare nel quantitativo d'acqua. In ogni caso è bene somministrare in copertura un concime a lento rilascio, con lo scopo di stimolare l’affrancamento delle radici e la creazione di rami vigorosi.

Dal secondo anno in poi, per favorire una precoce entrata in produzione e successivamente per mantenerla costante, è bene utilizzare un concime specifico per piante da frutto (50-100 grammi per ogni pianta con 2 applicazioni per stagione).

Una volta che la pianta è ben attecchita (dal terzo anno in poi) si possono ridurre le irrigazioni sino a eliminarle completamente. Infatti la pianta adulta resiste bene anche a prolungati periodi di siccità. Se vien coltivata in vaso naturalmente occorre irrigare ogni qualvolta il substrato risulta asciutto.

LE CURE

Il Giuggiolo è una pianta abbastanza rustica e non richiede particolari cure colturali, ma necessita di essere mantenuta pulita dalle erbe infestanti che si sviluppano eventualmente intorno ad essa e che assorbirebbero elementi nutritivi ed acqua.

  1. Diserbante PFnPO Roundup
    Diserbante PFnPO Roundup
    Rating:
    0%
    19,99 €
    Aggiungi alla lista desideri

Questa operazione si può fare sia manualmente oppure aiutandosi con un prodotto erbicida non residuale una volta che sono apparse le infestazioni di malerbe: erbicidi che consentono di trattare solo ed esclusivamente le infestanti che si intendono eliminare anche qualora l’area da trattare sia piccola o difficilmente raggiungibile con altri irroratori. L’importante è fare attenzione a non irrorare con l’erbicida la pianta o gli eventuali polloni radicali sviluppati intorno ad essa, che andranno invece tolti manualmente.

LA POTATURA

Generalmente la scelta di allevamento è quella a forma libera, cioè lasciando vegetare la pianta secondo le sue caratteristiche vegetative.

Questo si ottiene mantenendo l’astone privo di rami fino a un'altezza di circa un metro e mezzo, dopodiché lasciando vegetare liberamente la pianta.

La potatura deve essere ridotta al minimo e consiste nell'eliminazione dei rami interni che non permettono l'accesso alla raccolta dei frutti a causa della spinosità della pianta.

Il periodo della potatura corrisponde a quello del riposo vegetativo.

Una volta che la pianta è cresciuta e il fusto è diventato legnoso, i tagli di potatura vanno sempre protetti dalle infezioni spalmandoli con un balsamo cicatrizzante.

In questo periodo vanno eliminati anche gli eventuali polloni radicali che non si ha intenzione di allevare.

LA RACCOLTA

La maturazione dei frutti è scalare, e i frutti maturano nell'arco di due o tre settimane. Il segnale della maturazione dei frutti è la comparsa della pigmentazione rossastra delle Giuggiole, la polpa diventa dolce e con il caratteristico aroma.

Una volta raccolte si possono conservare in ambiente fresco per una o due settimane.

  1. Mastice per Innesti Vithal
    Mastice per Innesti Vithal
    Rating:
    0%
    A partire da 7,19 €
    Aggiungi alla lista desideri

COLTIVARE IL GIUGGIOLO: LE AVVERSITÀ

Il Giuggiolo è una pianta rustica e non teme praticamente alcuna avversità.

Sono possibili però danni causati dalle Cimici che succhiano nutrimenti da foglie e frutti, dalle Chiocciole e dalla Forficula auricularia (detto Forbicina) che danneggia i frutti.

Ecco come intervenire:

  •  Cimici e Forficule: intervenire alla prima comparsa dell’insetto.
  •  Chiocciole: intervenire preventivamente con Naturen Barriera per Lumache o con lumachicida nei casi più gravi. Entrambi i prodotti sono consentiti in agricoltura biologica.