Conoscere il ciclo vitale della Farfalla Cavolaia è importante, per poter intervenire tempestivamente e limitare i danni. Una delle minacce più conosciute per le nostre piante a foglie larghe e più temute nei campi in cui si coltivano piante come Cavoli, Verze, Bietole e Spinaci sono le Farfalle Cavolaie e in particolare i loro bruchi, che si nutrono delle foglie di queste piante.

IL CICLO VITALE DELLA FARFALLA CAVOLAIA

La Farfalla Cavolaia, meglio conosciuta con il nome scientifico di Pieris brassicae, si vede comunemente  in forma di bruco, con il corpo giallo punteggiato da macchie nere, o nella forma adulta, una farfalla riconoscibile per le due grandi ali bianche che possono arrivare a 60 mm di estensione. Si possono riconoscere anche le uova che vengono deposte in primavera: piccoli pallini gialli che si possono trovare sul lato inferiore delle foglie delle piante.

Le uova si schiudono in due settimane e i bruchi cominciano a nutrirsi del fusto e delle foglie giovani provocando gravi danni alle piante che vengono attaccate. Agendo in gruppi numerosi, le larve della Farfalla Cavolaia possono comprometterne la crescita delle piante nelle prime fasi vitali e rovinare interi raccolti. Erodono le foglia, arrivando a distruggerne ampie porzioni.

COME RISOLVERE IL PROBLEMA

Il primo passo per combattere le farfalle cavolaie è innanzitutto riconoscerne uova e bruchi per rimuoverli dalle foglie.

Generalmente, però, non appena vengono identificati i bruchi gialli e neri siamo già di fronte a una invasione. Alla prima comparsa delle larve è consigliabile un intervento immediato con un insetticida a base di piretro. Ha solo due giorni di carenza, cioè il periodo che deve passare tra il trattamento e il raccolto e viene utilizzato anche nei programmi di lotta integrata e biologica.

Considerando il grande numero di larve per ogni deposizione e la rapidità con cui crescono, prima si riesce a intervenire, prima si riesce a scongiurare il danno sulle piante.